Ricorso legale

Nera Montoro, il Comitato contesta il rinnovo dell’autorizzazione

Residenti contrari alle nuove condizioni operative dell’impianto GreenASM: nel mirino anche lo stoccaggio provvisorio dei rifiuti organici.

Nera Montoro, il Comitato contesta il rinnovo dell’autorizzazione

Il rinnovo decennale dell’Autorizzazione Integrata Ambientale per l’impianto di biodigestione e compostaggio della GreenASM a Nera Montoro riaccende la protesta dei residenti. Il Comitato Basso Nera annuncia l’intenzione di valutare le vie legali e di chiedere l’accesso agli atti della determinazione regionale, contestando una decisione ritenuta incompatibile con le condizioni ambientali vissute da anni nella frazione di Narni.

Al centro della contestazione ci sono le esalazioni odorigene segnalate dalla popolazione e il timore che la gestione temporanea dei rifiuti organici possa mantenere o aggravare il problema. Secondo il Comitato, negli ultimi 13 anni si sono susseguiti cambiamenti politici e amministrativi senza una soluzione definitiva. I residenti ricordano inoltre che a giugno le criticità dell’impianto avevano portato alla sospensione dei flussi operativi e all’apposizione di sigilli cautelari da parte della Regione.

Il nodo dello stoccaggio temporaneo

Il provvedimento consente a GreenASM di operare, durante l’anno previsto per lo stop al trattamento, come stazione di trasferenza temporanea per i rifiuti organici dei Comuni del Sub-Ambito 4 dell’AURI. La permanenza dei rifiuti in fossa è stata limitata a 24 ore, estendibili a 48 nei fine settimana. Per il Comitato, tuttavia, il deposito e il continuo transito dei camion potrebbero continuare a provocare disagi nelle abitazioni vicine.

La Regione sostiene di avere adottato misure rigorose attraverso una decisione maturata nella Conferenza dei Servizi, alla quale hanno partecipato ARPA, ASL Umbria 2, Provincia e Comune. Tra le prescrizioni figurano lo svuotamento completo dell’impianto prima dell’avvio dei lavori, il ripristino dell’isolamento dei capannoni, l’installazione di sistemi di conferimento a portoni alternati, il rafforzamento delle barriere perimetrali e il lavaggio delle ruote dei mezzi in uscita.

Le prescrizioni e la mobilitazione

Il piano prevede anche lo stop delle attività di trasferenza durante alcune fasi del potenziamento della rete di aspirazione dell’aria. Sono inoltre richiesti un rilevatore per il controllo degli odori vicino al centro abitato, verifiche bimestrali e una nuova centralina per la qualità dell’aria, da realizzare in collaborazione con il Politecnico di Milano. Gli interventi dovranno essere completati entro un anno, secondo quanto previsto dall’autorizzazione.

Le prescrizioni non hanno però ridotto la diffidenza dei residenti, che considerano il rinnovo una risposta ancora insufficiente a un problema strutturale. Il Comitato collega la situazione anche all’uscita di ASM Terni e al passaggio delle quote alla società privata Clean Chem S.r.l., chiedendo garanzie concrete per la tutela della salute e dell’ambiente.

I legali del Comitato stanno preparando l’accesso formale alla documentazione regionale per esaminare i contenuti dell’atto e valutare un eventuale ricorso. La mobilitazione proseguirà con un’assemblea pubblica fissata per il 22 ottobre, convocata per informare i cittadini e definire le prossime iniziative. La protesta coinvolge anche le frazioni vicine, dove i residenti sostengono che gli odori non si fermino ai confini amministrativi.