Si avvicina un passaggio decisivo per il futuro dello stabilimento Moplefan di Terni. Nel corso dell’incontro svoltosi martedì 13 ottobre al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, sono emerse novità sulla vertenza che riguarda il sito produttivo e i suoi lavoratori.
Durante il vertice è intervenuto in videocollegamento il potenziale investitore Serghey Henz, che avrebbe confermato l’intenzione di presentare entro pochi giorni un’offerta vincolante per l’acquisizione dello stabilimento. La disponibilità rappresenta un’apertura per il possibile rilancio dell’attività, ma non equivale ancora a un accordo definitivo e lascia da chiarire diversi aspetti dell’operazione.
Il progetto per il rilancio
Il piano illustrato al tavolo ministeriale prevede la costituzione di una nuova società italiana, alla quale dovrebbero essere trasferite le attività produttive oggi collegate a Moplefan. Le risorse dell’operazione servirebbero a ripianare i debiti, tutelare i lavoratori e consentire la ripresa dello stabilimento.
Il passaggio alla nuova società richiederà tuttavia ulteriori adempimenti di natura legale e societaria. Per questo, la formalizzazione dell’offerta viene considerata un passaggio essenziale: soltanto una proposta vincolante potrebbe permettere di verificare la solidità del progetto e avviare il confronto sugli impegni industriali e occupazionali.
La scadenza della cassa integrazione
Le organizzazioni sindacali Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil chiedono di accelerare i tempi e di trasformare le dichiarazioni d’interesse in impegni concreti. La priorità indicata dalle rappresentanze dei lavoratori è l’acquisizione dell’offerta vincolante, seguita dall’apertura immediata del confronto sulla tenuta occupazionale, sul piano industriale e sulla ripresa delle attività produttive.
A rendere urgente la vertenza è la scadenza della cassa integrazione straordinaria, fissata al 30 novembre. Entro quel termine, sindacati e istituzioni puntano a ottenere elementi concreti sul futuro del sito e sulle condizioni necessarie per garantire la continuità produttiva e la tutela dei dipendenti.
Sulla vicenda è intervenuto anche Sergio Cardinali, assessore allo Sviluppo economico del Comune di Terni. L’amministratore, richiamando la necessità di prudenza, ha sottolineato che non esiste ancora un accordo definitivo e vincolante. Dopo mesi di incertezze, ha spiegato, non sono sufficienti le disponibilità dichiarate: servono un’intesa sottoscritta, risorse finanziarie effettivamente disponibili e un piano industriale verificabile.
Secondo Cardinali, il semplice trasferimento della proprietà non garantirebbe da solo il futuro dello stabilimento. L’obiettivo, ha osservato, deve essere la ricostruzione di una prospettiva industriale solida e duratura. Sindacati e Comune chiedono quindi di accelerare la trattativa, mentre l’attenzione resta concentrata sulla presentazione dell’offerta vincolante e sulle successive garanzie per i lavoratori e per il patrimonio produttivo di Moplefan.