Il consiglio direttivo di Auri ha approvato l’aggiornamento delle predisposizioni tariffarie del servizio idrico integrato per il sub ambito 4, gestito dalla Sii Scpa di Terni. Il provvedimento riguarda il periodo 2026-2029 e dovrà ora essere sottoposto all’assemblea dei sindaci per l’approvazione definitiva.
Per il passaggio dal 2025 al 2026 è prevista una variazione del 2,94%. Il vincolo ai ricavi del gestore, cioè il valore riconosciuto per la copertura dei costi di gestione e degli investimenti, è stato fissato in 55,1 milioni di euro. Il piano è stato predisposto sulla base degli indirizzi e delle regole definite da Arera e porta la firma del presidente di Auri, Andrea Sisti.
Le variazioni nel quadriennio
Il documento comprende l’approvazione del metodo tariffario, la definizione degli obiettivi, l’adozione del piano economico-finanziario e l’aggiornamento del programma degli interventi. Per gli anni successivi al 2026 sono indicate variazioni del 2,96% nel 2027, del 2,05% nel 2028 e del 2,77% nel 2029.
La Sii ha trasmesso la documentazione necessaria alla determinazione delle tariffe attraverso diverse comunicazioni. In particolare, il 22 settembre 2026 il gestore ha presentato un’istanza per il riconoscimento di nuovi costi operativi. L’istruttoria tecnica ha però stabilito che la richiesta non può essere accolta, non essendo stati riscontrati gli elementi e i requisiti necessari.
Agevolazioni e investimenti
Per le agevolazioni destinate alle categorie sociali economicamente svantaggiate è stato confermato uno stanziamento di 300 mila euro per ciascun periodo previsto dal piano, in continuità con quanto già stabilito negli ultimi anni. La proposta sarà ora esaminata dall’assemblea dei sindaci dei territori interessati.
Il programma infrastrutturale punta soprattutto a ridurre le perdite della rete. Gli investimenti previsti ammontano a 9,8 milioni di euro nel 2026, 7,3 milioni nel 2027 e complessivamente 27,2 milioni per le annualità successive. Le risorse saranno utilizzate, tra l’altro, per sostituire i contatori con dispositivi smart, intervenire su diversi tratti della rete adduttrice, tutelare la risorsa idrica e finanziare la ricerca delle perdite, già sostenuta anche attraverso fondi Pnrr.
Nel complesso, il ricavo riconosciuto al gestore è destinato ad aumentare di oltre 6 milioni di euro tra il 2025 e il 2029. La decisione conclusiva spetterà ai sindaci riuniti in assemblea.