Pressione economica

A Terni inflazione al 5%: carburanti rincarati del 46,5%

Famiglie alle prese con aumenti su alimentari, utenze domestiche e rifornimenti

A Terni inflazione al 5%: carburanti rincarati del 46,5%

L’aumento dei prezzi continua a pesare sui bilanci delle famiglie. A Terni, nel mese di settembre, l’inflazione ha raggiunto il 5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, riducendo il potere d’acquisto e rendendo più difficile affrontare le spese quotidiane.

Gli incrementi hanno interessato numerosi prodotti di uso comune. Nel confronto con settembre 2024, la voce che registra la crescita più marcata tra gli alimentari indicati è quella della verdura, salita dell’11,6%. Più contenuti, ma comunque rilevanti, gli aumenti per la frutta, cresciuta dell’1,3%, e per le carni, che hanno segnato un +2,8%.

Rincari anche sulla spesa quotidiana

A Terni sono aumentati anche i prodotti derivati dai cereali, con un incremento del 2,5%, mentre l’acqua minerale ha registrato un +5,8%. Più elevati gli aumenti per il vino, cresciuto del 6,3%, seguito dal caffè, che ha segnato un +4,1%, e dai succhi di frutta, aumentati del 4%.

Il quadro riguarda quindi beni presenti con frequenza nella spesa delle famiglie, dai prodotti alimentari alle bevande. L’effetto complessivo è quello di una maggiore spesa necessaria per acquistare quantità analoghe di beni rispetto all’anno precedente, con conseguenze più pesanti per i nuclei che dispongono di margini economici ridotti.

Energia e carburanti

La pressione sui bilanci non si limita al supermercato. Nel periodo considerato, la bolletta della luce è aumentata del 19,6%, mentre quella del gas ha registrato un incremento del 21%. Anche il servizio idrico ha segnato una crescita, pari al 6,2%.

L’aumento più consistente riguarda però i prodotti petroliferi: benzina e gasolio sono rincarati del 46,5% in un anno. Il rialzo dei carburanti contribuisce ad accrescere i costi degli spostamenti e, più in generale, delle attività legate alla distribuzione e all’acquisto dei beni.

La combinazione tra alimentari, utenze domestiche e rifornimenti determina così una riduzione del potere d’acquisto. Per le famiglie ternane, la crescita dei prezzi si traduce in una maggiore difficoltà a sostenere le spese ordinarie e ad arrivare alla fine del mese.