Costo della vita

Inflazione al 5% a Terni, ai massimi dal settembre 2023

Il servizio statistico municipale rileva rialzi per ortaggi, utenze domestiche e carburanti.

Inflazione al 5% a Terni, ai massimi dal settembre 2023

A Terni l’inflazione ha raggiunto il 5% nel mese di settembre, tornando sui livelli più elevati dal settembre 2023. Il dato emerge dal bollettino mensile diffuso dall’Ufficio statistica del Comune di Terni, che analizza l’andamento dei prezzi sul territorio cittadino.

L’aumento registrato nel mese non è legato soprattutto alla componente alimentare, come avvenuto nel 2023, ma in misura maggiore ai costi legati alla casa e ai trasporti. La divisione abitazione, acqua, elettricità, gas e altri combustibili ha segnato una crescita del 10,9%, mentre i carburanti compresi nel capitolo trasporti sono aumentati dell’8,8%.

Gli aumenti più rilevanti

Tra le voci che hanno registrato i rialzi più consistenti figura la verdura. Rispetto a settembre 2025 l’incremento è stato dell’11,6%, mentre nel confronto tra agosto e settembre 2026 la crescita si è attestata al 6,2%. Nel bollettino si osserva che l’andamento può essere collegato anche alle abitudini alimentari delle famiglie, caratterizzate da un consumo ancora elevato di verdure e da una riduzione di quello della frutta.

Nel confronto mensile, tra agosto e settembre 2026, sono aumentati anche il gas (+11,9%) e il gasolio da riscaldamento (+11%). Rialzi più contenuti hanno interessato gli alcolici e i liquori, saliti dell’1%, l’elettricità, cresciuta del 2,6%, gli apparecchi per la telefonia mobile, aumentati del 2%, gli articoli sportivi, per il campeggio e per le attività ricreative all’aperto, in crescita dell’1,9%, e i servizi fotografici, che hanno segnato un +3,7%.

Le voci in diminuzione

Nello stesso periodo sono state rilevate anche alcune riduzioni. Gli oli e i grassi hanno registrato un calo del 2,4%, le bibite analcoliche dell’1,8% e i beni non durevoli per l’abitazione dell’1,6%. Più marcata la diminuzione dei media audiovisivi, scesi del 4,6%.

Il bollettino collega quindi la crescita complessiva dei prezzi soprattutto alle spese per l’abitazione e all’energia, oltre che ai trasporti, mentre l’alimentare presenta dinamiche differenziate tra le singole categorie. La relazione è firmata dalla funzionaria Simona Coccetta.