Il Comune di Terni resta in bilico dopo la perdita della maggioranza consiliare che sostiene il sindaco Stefano Bandecchi. Sulla carta, i numeri non consentirebbero più all’amministrazione di contare su una maggioranza autonoma, aprendo due scenari: il commissariamento dell’ente, con il possibile ritorno alle urne alla prima finestra utile, oppure la prosecuzione del mandato attraverso un nuovo equilibrio politico in Consiglio comunale.
Bandecchi ha illustrato la propria posizione nel corso di un incontro con la stampa. Il sindaco ha annunciato che a breve incontrerà i consiglieri della maggioranza per verificare la possibilità di proseguire l’esperienza amministrativa. Attualmente i sostenitori dell’amministrazione sarebbero quindici, a fronte dei sedici consiglieri necessari per disporre della maggioranza; per l’approvazione del bilancio, invece, ne servirebbero diciassette.
Il confronto sui numeri
Il primo cittadino ha escluso l’ipotesi di un rimpasto di giunta, preferendo puntare sul confronto politico e sulla responsabilità dei rappresentanti istituzionali. Bandecchi ha sostenuto che, considerati i progetti e le attività in corso, un periodo di sette o otto mesi di commissariamento non sarebbe nell’interesse della città. Il sindaco ha inoltre affermato che Terni, al momento, sarebbe ancora dalla sua parte, rimandando la decisione sull’assetto futuro dell’amministrazione all’esito degli incontri con i consiglieri.
La situazione nasce dalla rottura interna alla coalizione che aveva sostenuto l’elezione di Bandecchi e dal passaggio all’opposizione di alcuni consiglieri precedentemente collocati nell’area di maggioranza. L’assenza di numeri sufficienti rende ora decisivo il confronto all’interno del Consiglio comunale, sia per la tenuta politica dell’amministrazione sia per l’approvazione dei provvedimenti che richiedono una maggioranza qualificata.
La richiesta del Patto Avanti
Nel frattempo sono proseguite le reazioni delle forze politiche cittadine. Il Patto Avanti, alleanza di centrosinistra, ha definito la crisi della maggioranza la conferma del fallimento del progetto politico che sosteneva Bandecchi. Secondo la coalizione, il sindaco avrebbe dovuto prendere atto prima delle difficoltà, evitando di sottoporre Terni a un periodo di instabilità e di conflitti interni.
Il centrosinistra ha inoltre sostenuto che la città avrebbe perso tempo senza ricevere risposte adeguate ai problemi dei cittadini. Da qui la richiesta a Bandecchi di trarre le conseguenze dalla mancanza di una maggioranza e di rassegnare le dimissioni, restituendo agli elettori la possibilità di scegliere la futura amministrazione. La parola passa ora al confronto tra il sindaco e i consiglieri, dal quale dipenderà la prosecuzione del mandato o l’avvio di un percorso verso il commissariamento e nuove elezioni.