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Terni, gara per i nidi Peter Pan e Cadore fino al 2029

Procedura in lotto unico per 40 posti complessivi e gestione affidata senza contributo monetario dell’ente

Terni, gara per i nidi Peter Pan e Cadore fino al 2029

È stata firmata dal Comune di Terni la decisione a contrarre che dà avvio alla procedura di gara per la concessione degli asili nido Peter Pan, in via Fratelli Rosselli, e di via Cadore. L’affidamento, previsto fino a dicembre 2029, riguarda la gestione congiunta delle due strutture e ha un valore stimato di 1 milione e 323 mila euro.

L’obiettivo indicato dall’amministrazione è garantire il soddisfacimento del fabbisogno di posti nido espresso dalla comunità locale e migliorare la gestione dei plessi. Le due strutture, recentemente riqualificate attraverso fondi del Pnrr e del Piano periferie, saranno messe a disposizione del futuro concessionario in un unico lotto.

Quaranta posti nelle due strutture

Il nido Peter Pan potrà accogliere 24 bambini e dispone di 556 metri quadrati di spazi interni e di un giardino di circa 1.500 metri quadrati. La struttura di via Cadore, concepita come nido aziendale, avrà invece 16 posti, con priorità per i dipendenti comunali e apertura anche agli utenti esterni. Per quest’ultimo plesso è previsto uno spazio verde di circa 150 metri quadrati.

La concessione arriva dopo il confronto sviluppato in consiglio comunale, segnato da polemiche, discussioni e sospensioni, anche sul piano economico-finanziario. Nel nuovo impianto il rischio operativo viene trasferito al futuro concessionario. La gara sarà infatti indetta con canone fisso pari a zero e la remunerazione deriverà esclusivamente dalle tariffe pagate dalle famiglie e dalle altre entrate legate alla gestione.

Offerta valutata solo sul piano tecnico

Il Comune non riconoscerà quindi un contributo monetario al gestore. L’ente concederà gratuitamente gli immobili e manterrà a proprio carico la manutenzione ordinaria e straordinaria, la fornitura dei pannolini e la copertura della quota differenziale per le famiglie inserite nelle fasce tariffarie agevolate in base all’Isee.

L’aggiudicazione sarà effettuata con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, ma la valutazione riguarderà esclusivamente la componente tecnica: 100 punti su 100, senza ribassi economici né rialzi sul canone. La scelta, secondo quanto riportato negli atti, è finalizzata a tutelare la qualità del servizio e le condizioni di lavoro.

Tra i requisiti richiesti agli operatori figurano l’iscrizione alla white list per la gestione dei pasti, un fatturato globale di almeno 350 mila euro nell’ultimo triennio e la dimostrazione di aver svolto servizi analoghi per 700 mila euro nell’arco di dieci anni. Restano inoltre a carico del concessionario le utenze, stimate in 18.580 euro l’anno, i costi del personale e quelli relativi ai pasti. Nei calcoli della concessione è previsto un margine di utile d’impresa del 3 per cento, destinato ad assorbire l’alea della gestione.