La rete antiviolenza provinciale si amplia con l’ingresso di nuovi centri e associazioni. L’obiettivo è rafforzare le attività di prevenzione e contrasto alla violenza di genere attraverso una collaborazione più stretta tra istituzioni, servizi e realtà impegnate sul territorio.
La riunione si è svolta a Terni, dopo la morte di Fatiha El Afghani, vittima di femminicidio, e si è tenuta nell’ambito del protocollo d’intesa per la rete antiviolenza provinciale, sottoscritto il 16 giugno. L’incontro è stato coordinato dal prefetto Antonietta Orlando.
Il coordinamento tra istituzioni e associazioni
Alla riunione hanno partecipato rappresentanti della magistratura, delle forze dell’ordine, del Comune di Terni, della Provincia, dei servizi sociali, della Usl Umbria 2, dell’azienda ospedaliera Santa Maria e dell’Ordine provinciale dei medici. Al tavolo era presente anche il Soroptimist International Club di Terni.
Alla rete hanno aderito inoltre i centri antiviolenza Befree Cooperativa sociale onlus, Forum Donne Amelia e Libera…mente Donna. Tra i nuovi ingressi figurano anche le associazioni Terni Donne, AIDM – Associazione italiana donne medico e S.I.Pa.D. – Società scientifica patologie da dipendenze Umbria.
L’iniziativa del 17 novembre
Tra gli impegni concordati c’è un’iniziativa di sensibilizzazione in programma il 17 novembre. L’appuntamento prevede la proiezione di un cortometraggio presentato in anteprima all’83ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia e sarà l’occasione per promuovere un confronto sul tema della violenza contro le donne.
L’incontro è stato organizzato in vista della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, che ricorre il 25 novembre. Al centro ci saranno la capacità di riconoscere i segnali di una situazione di violenza, il sostegno alle vittime e la costruzione di una cultura fondata sul rispetto e sulla parità.
Il prefetto Orlando ha sottolineato che l’ampliamento della rete deve tradursi in attività concrete, collaborazione effettiva e presenza costante sul territorio. Il richiamo delle istituzioni riguarda anche la necessità di non ignorare alcun segnale e di garantire a ogni donna libertà, sicurezza e tutela della dignità.