La crisi politica al Comune di Terni torna al centro del confronto tra maggioranza e opposizione. I gruppi di Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega e UDC sostengono che l’esperienza amministrativa guidata dal sindaco Stefano Bandecchi sia arrivata al termine e chiedono ai consiglieri contrari all’attuale governo cittadino di assumersi la responsabilità di interromperla.
Il centrodestra propone una procedura alternativa alle iniziative finora avviate: la raccolta delle dimissioni autenticate davanti a un notaio. Ogni consigliere potrebbe sottoscrivere l’atto in un momento diverso; una volta raggiunto il numero necessario, le dimissioni verrebbero depositate contestualmente al protocollo dell’ente secondo le modalità previste dalla legge.
La richiesta del centrodestra
L’obiettivo indicato dai partiti è arrivare ad almeno 17 firme, soglia che, secondo la loro ricostruzione, consentirebbe di far decadere il sindaco. La proposta viene rivolta in particolare ai consiglieri del cosiddetto campo largo e a tutti gli esponenti che si dichiarano all’opposizione di Bandecchi. Il centrodestra li invita a chiarire se intendano realmente porre fine all’amministrazione oppure proseguire con manifestazioni, interrogazioni parlamentari e prese di posizione pubbliche.
Nel documento, i partiti affermano che la situazione della città richieda atti concreti e non più dichiarazioni. La posizione arriva dopo la fuoriuscita di altri consiglieri dalla maggioranza, elemento che il centrodestra interpreta come il segnale del progressivo indebolimento del progetto politico sul quale si sarebbe retta l’amministrazione. I promotori sostengono inoltre che il sindaco non disponga più di una maggioranza autonoma e che la continuità dell’azione amministrativa dipenda da astensioni, accordi occasionali e sostegni esterni.
Le accuse della Lega
Il segretario comunale della Lega Terni, Devid Maggiora, parla di un’esperienza amministrativa ormai al capolinea. A suo giudizio, la vicenda non sarebbe soltanto un conflitto interno alla maggioranza, ma la conseguenza di un progetto politico che si è progressivamente sfaldato. Maggiora cita anche il possibile contributo del Partito Democratico e della sinistra alla prosecuzione dell’amministrazione, attraverso astensioni o comportamenti in aula.
Il dirigente leghista estende la critica alla gestione della città, richiamando le preoccupazioni sulla sicurezza, le difficoltà del tessuto economico, le decisioni annunciate e poi rimesse in discussione e l’assenza, a suo parere, di una strategia di sviluppo. Il giudizio espresso è quello di una crisi politica permanente, mentre le questioni ritenute più importanti per il futuro di Terni resterebbero senza risposte definitive.
La Lega chiede quindi al PD di rendere esplicita la propria posizione e di non contribuire, secondo l’accusa, alla sopravvivenza dell’amministrazione. Maggiora invita i consiglieri democratici a firmare le dimissioni davanti al notaio per concorrere al raggiungimento della soglia prevista. Il centrodestra conclude chiedendo a Bandecchi di prendere atto della situazione e agli elettori ternani di poter tornare alle urne per decidere il futuro della città.