Due anni e sei mesi di reclusione ciascuno sono stati inflitti dal gup di Terni, Francesco Maria Vincenzoni, a un 26enne originario del Marocco e a un 19enne della Tunisia, accusati di una rapina ai danni di un 34enne nigeriano. Il fatto era avvenuto nella notte tra il 3 e il 4 giugno nei pressi di ponte Allende, in viale Prati.
I due giovani erano stati arrestati in flagranza dalla squadra Volante della questura e, da allora, si trovavano in carcere. Il processo si è svolto con il rito abbreviato, che prevede la decisione sulla base degli atti raccolti durante le indagini.
L’aggressione dopo la richiesta di un accendino
Secondo la ricostruzione degli investigatori, i due imputati avrebbero avvicinato la vittima con il pretesto di chiedergli un accendino. Subito dopo lo avrebbero derubato dei 50 euro che aveva in tasca. Nel tentativo di recuperare il denaro, il 34enne avrebbe inseguito i due giovani.
Durante l’inseguimento, la vittima sarebbe stata nuovamente aggredita. I due l’avrebbero colpita con calci e pugni, usando anche il sellino della bicicletta, oltre a stringerle il collo e a colpirla alla testa con una bottiglia. In quel momento sarebbe stata sottratta anche la bicicletta.
Il recupero dei beni e la decisione del giudice
L’intervento della polizia di Stato aveva consentito al 34enne di rientrare in possesso del denaro e della bicicletta. L’uomo era stato poi accompagnato dai sanitari e medicato per le escoriazioni riportate durante la colluttazione.
In aula il pubblico ministero aveva chiesto per entrambi la condanna a cinque anni di reclusione. Il giudice ha invece stabilito una pena di 30 mesi per ciascun imputato. Dopo la decisione, il difensore, l’avvocato Francesco Mattiangeli del Foro di Terni, ha depositato un’istanza per chiedere la scarcerazione dei due giovani.