Posti da salvare

Serafini e Srf, ipotesi di esercizio provvisorio a Terni

La soluzione consentirebbe di riavviare le attività mentre proseguono le procedure concorsuali; atteso il parere del curatore.

Serafini e Srf, ipotesi di esercizio provvisorio a Terni

Si apre uno spiraglio per il futuro dei circa 60 dipendenti di Serafini e Srf, le due aziende ternane attualmente ferme nell’ambito delle procedure fallimentari. Tra le ipotesi sul tavolo c’è l’esercizio provvisorio, uno strumento che consentirebbe di riavviare temporaneamente l’attività in attesa degli sviluppi della vicenda e di una possibile soluzione per la continuità aziendale.

Il confronto in prefettura

La possibilità è emersa durante il vertice convocato venerdì 23 ottobre in prefettura a Terni dal prefetto Antonietta Orlando. Al tavolo hanno partecipato la proprietà, le organizzazioni sindacali, le associazioni datoriali e le istituzioni, tra cui l’assessore regionale allo Sviluppo economico Francesco De Rebotti e l’assessore comunale Sergio Cardinali.

L’obiettivo condiviso è individuare rapidamente una soluzione capace di tutelare l’occupazione e di evitare che il blocco delle attività comprometta le possibilità di ripartenza. Secondo quanto riferito dalla famiglia Serafini durante l’incontro, dopo un nuovo confronto con il curatore sarebbe stato redatto un verbale che apre alla possibilità di ricorrere all’esercizio provvisorio. La risposta del curatore è attesa a breve.

Per l’assessore comunale Cardinali, questa opzione rappresenterebbe l’unica strada per garantire nell’immediato la continuità dello stipendio. In alternativa, per l’erogazione della cassa integrazione potrebbero essere necessari almeno tre mesi. De Rebotti ha confermato la disponibilità della Regione ad attivarsi anche su questo secondo fronte, qualora non fosse possibile riavviare subito la produzione.

La richiesta dei lavoratori

I dipendenti, che venerdì hanno preso parte a un presidio davanti alla prefettura, chiedono di poter tornare al lavoro. La sospensione è scattata all’inizio della settimana nel quadro delle procedure fallimentari. I lavoratori, riferisce il quotidiano, hanno sottolineato la regolarità degli stipendi e il rapporto positivo con la proprietà prima dell’interruzione delle attività.

La questione sarà affrontata anche dal consiglio comunale di Terni, dove il Movimento 5 stelle ha annunciato un’interrogazione urgente. Il consigliere Claudio Fiorelli ha espresso solidarietà ai dipendenti e alle loro famiglie, evidenziando le difficoltà di circa sessanta persone che, dopo aver lavorato fino a pochi giorni prima, si trovano ora senza certezze sui tempi della ripresa e sulla gestione delle prossime spese.

Sul piano giudiziario, l’avvocato Manlio Morcella, legale delle due aziende, ha annunciato la presentazione di un ricorso alla Corte d’Appello di Perugia. L’iniziativa contesta la ricostruzione che ha portato al blocco delle attività. Nel frattempo, l’eventuale esercizio provvisorio resta legato alla valutazione del curatore e agli ulteriori passaggi della procedura.